Attorno a Noi

Un pò della nostra storia...

Le origini della città di Bari risalgono a tempi molto antichi. Le prime testimonianze sono visibili presso il villaggio preistorico situato in un'area vicina al porto, lungo la piazza San Pietro, l'antico insediamento si estendeva per circa 300 mq e risale all'età del bronzo, cioè a circa 4000 anni fà, come si è dedotto dai resti umani e animali e dagli utensili rinvenuti.

Nel III secolo a. C. la città era già un fiorente ed attivo porto delle popolazioni della Peucèzia, che occupava un territorio centrale dell'antica Puglia. Resistette a lungo alle invasioni dei greci, ma fu poi conquistata dai Romani che la qualificarono come "Municipium". Diventò un importante centro commerciale, primato che mantenne sempre, anche nei periodi più difficili della sua storia, come quando, caduto l'Impero Romano, si trovò coinvolta nelle lotte fra Bizantini e Longobardi. Nel 879 la città cadde sotto il dominio dei Saraceni, venendo in seguito riconquistata dai Bizantini. In quel periodo divenne il maggior centro politico, militare e commerciale dell'Impero d'Oriente e sede del "Catapano", (comandante greco), che governava tutti i territori di Bisanzio in Occidente. Attorno all'anno 1000 Bari subì nuovi tremendi assalti da parte dei pirati saraceni. Il più grave di questi, nel 1002, si protrasse con un lungo assedio, dal quale fu salvata grazie all'intervento della flotta veneziana, guidata dal doge Orseolo II. Il dominio bizantino terminò nel 1071, quando il normanno Roberto il Guiscardo conquistò la città. Sotto la dominazione normanna il porto di Bari assurse a grande notorietà, insieme a Brindisi fu uno dei principali porti d'imbarco per le Crociate. Infatti, nel 1096, dopo la predicazione di Pietro l'Eremita, guerrieri provenienti da ogni parte d'Europa affluirono a Bari per recarsi alla prima Crociata. Il dominio normanno, caratterizzato inizialmente da una certa tranquillità, terminò nel 1156, quando Guglielmo I, detto il Malo, assalita la città la rase al suolo salvando solo la Basilica di San Nicola.

La città fu ricostruita dagli Svevi, dando inizio ad uno dei periodi più fiorenti sotto Federico II di Svevia. Il sovrano illuminato diede nuovo impulso alle attività portuali e industriali, restaurò il Castello e alla sua corte fiorirono le arti e la cultura.

Nei secoli XIII e XIV con gli Angioni, la situazione peggiorò nuovamente. Bari decadde al punto che nel XV secolo fu assoggettata al dominio feudale dei principi di Taranto e poi dei duchi di Milano, gli Sforza.

Il XVI secolo con Isabella d'Aragona, che era giunta a Bari nel 1501, fu caratterizzato da un periodo di notevole prosperità. Ad Isabella successe la figlia Bona, che rimasta vedova di Sigismondo I, re di Polonia, si trasferì a Bari ove regnò con tanta saggezza che alla sua morte i baresi vollero onorarla seppellendola nella amata chiesa di San Nicola, era il 1557.

Secoli bui furono quelli di dominazione spagnola e successivamente borbonica, che seguirono alle regine d'Aragona. Lo furono non solo per la città di Bari ma per tutta la Penisola. Per riparlare di storia della città dobbiamo giungere al decreto di Giocchino Murat, cognato di Napoleone e re del Regno delle Due Sicilie, con il quale iniziò la costruzione della città nuova. Ancora oggi il centro murattiano è il fiore all'cchiello della città.

 

La città di Bari

La Basilica di San Nicola.

La Basilica di San Nicola è un monumento ricco di storia, di arte e di sacralità. Il visitatore può essere attratto dallo stile artistico (un romanico allo stato quasi primitivo, con particolari scultorei di elevato valore formale), oppure dalla sua storia (per la presenza in questo ex palazzo catepanale di protagonisti della storia locale e mondiale), oppure dalla fede (la traduzione in pietra di quel profondo sentimento religioso che fu la spiritualità medioevale), o anche dalla sua vocazione ecumenica. 

 

La Cattedrale di San Sabino.

A pochi passi dal castello, alle porte di Bari vecchia, la Cattedrale metropolitana di San Sabino è una storica sede episcopale e ripete nelle sue linee severe e armoniose l'architettura della vicina Basilica di San Nicola. Eretta nel XIII secolo, è uno straordinario esempio diromanico pugliese e nel succorpo ipogeo conserva importanti reperti archeologici, come i resti di un edificio civile di età romana, la basilica paleocristiana a tre navate e la chiesetta bizantina. Varcando la soglia, lo sguardo corre lungo le tre navate dalle forme solenni, divise da 16 colonne che sorreggono archi e finti matronei. Nella cripta settecentesca splendidi marmi esaltano l'icona della Madonna Odegitria, giunta nel porto in seguito a una violenta tempesta, e le reliquie di San Sabino sull’altare maggiore. Nell’adiacente palazzo della Curia la visita continua tra le opere e i preziosi reperti del Museo Diocesano.

 

La Chiesa di San Gregorio.

La chiesa di San Gregorio Armeno ha origini bizantine (X­XI secolo) e sorge nei pressi della Basilica di San Nicola, affacciandosi su Piazzetta 62 marinai. L’edificio è in stile romanico­pugliese. La facciata è divisa da lesene, con monofore decorate a grani del rosario, e presenta una grande finestra con archetti dall'aspetto singolare. In origine, il prospetto presentava tre porte: due furono murate nel Seicento. L'interno è a tre navate, che terminano in altrettante absidi. Le navate sono divise da due file di quattro colonne. Notevoli sono i capitelli delle colonne, il Crocefisso ligneo settecentesco e una venerata icona di San Nicola. A fianco della chiesa, l'arco ogivale di San Nicola, voluto dagli Angioini, che immette nella corte del Catapano.

Il Castello Normanno-Svevo.

Il Castello Normanno Svevo di Bari è la fortificazione simbolo di Bari, sede della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici e Storici della Puglia. Posto a difesa dell’ingresso principale della città, a pochi passi dalla Cattedrale, accoglie oggi i visitatori prima di addentrarsi tra i vicoli del centro storico. Edificato dai Normanni nel XII secolo, distrutto nel 1156 e poi ricostruito per volere di Federico II tra il 1233 ed il 1240, il maniero è una delle più interessanti fortificazioni della regione, soprattutto grazie alla posizione strategica. Affascinante testimonianza di costruzione medievale, il Castello presenta numerosi ampliamenti attribuibili a epoche successive. All'interno del Castello sono periodicamente organizzate rassegne e mostre. Gli appassionati di archeologia possono inoltre visitare la Gipsoteca che custodisce calchi di sculture ornamentali in uso dall'XI al XVII secolo.

Lo Stadio San Nicola.

Fu costruito tra il 1987 e il 1990 su progetto dell'architetto genovese Renzo Piano, che diede al nuovo stadio il soprannome di Astronave per la sua forma estetica moderna.

Il Teatro Petruzzelli.

Il Teatro Petruzzelli è il più prestigioso contenitore culturale di Bari e della Puglia ed è il quarto teatro italiano per dimensioni, nonché il più grande teatro privato d’Europa. Situato nel cuore della città, su corso Cavour, è poco distante dal Palazzo dell’Acquedotto Pugliese. Inaugurato nel 1903, nel 1991 fu distrutto da un incendio doloso, per poi essere ricostruito e tornare agli antichi splendori nel 2009. Lo stile umbertino dell’edificio è in armonia con il resto del borgo murattiano, la parte nuova della città. Il Teatro può accogliere fino a 1.500 spettatori e la ricca programmazione artistica è affidata alla Fondazione lirico­sinfonica Petruzzelli.

Il Quartiere Murattiano.

Il quartiere prende nome da Gioacchino Murat(maresciallo di Napoleone Bonaparte), il quale inaugurò e sostenne, durante il suo governo a capo del Regno di Napoli, la costruzione della nuova zona barese a ridosso dell'antica città medievale. Fu infatti Murat a promulgare il decreto di costruzione del "borgo nuovo" (o "gioacchino", poi "muratiano") in una zona pianeggiante a sud del vecchio centro, mentre le mura che cingevano la città vecchia venivano pian piano smantellate e sostituite dall'attuale Corso Vittorio Emanuele. Il quartiere Murat è sicuramente il più vibrante del capoluogo. La zona infatti ospita tra i più frequentati e vitali luoghi della città come Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Umberto I su cui prospetta maestoso il palazzo dell'Università degli Studi.

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